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Sulle origini di Tricase si hanno diverse versioni: la più accreditata racconta che anticamente (tra il X e l'XI secolo) esistessero tre Casali e, dall' unione di essi, sembra sia sorto il primo nucleo di abitazioni che poi diede il nome a Tricase: parola deve tradursi originariamente inter casas, che significa un paese formatosi in mezzo a diversi Casali. Inter casas, cioè centro sorto tra altri nuclei abitati, i quali si sarebbero fusi o in seguito ad incremento demografico o, con maggiore probabilità, per motivi di sicurezza, determinando così la nascita di un nuovo centro abitato. La via del Tempio rappresentava l’asse principale del nucleo abitato e lo divideva in due parti, collegando Porta Terra a Sud-Est con Porta Napoli a Nord-Ovest. Mentre Porta Terra è ancora oggi esistente, di Porta Napoli non resta alcuna traccia. La prima Chiesa Parrocchiale di Tricase, molto danneggiata dai Turchi nel 1480, fu distrutta e ne venne costruita un’altra nel 1581 dedicata alla Madonna del Foggiaro, e si decise di restaurarla ed allargarla, iniziando l’esecuzione dell’opera nel 1763. È di pregevole stile barocco; ha una facciata di pietra con portale, fiancheggiato da coppie di colonne e sormontato da un’edicola a nicchia. L’interno della Chiesa è di dimensioni maestose e ha forma di croce latina; le volte sono ricche di stucchi, che ornano artisticamente il tutto. Oltre l’altare maggiore, costruito nel 1876, che è dedicato alla Natività di Maria Vergine, ha 12 altari laterali. Sono presenti anche alcune tele e quadri di valore e nella parte sottostante, nella Cripta dedicata alla Madonna di Pompei, riposano le spoglie mortali di Giovanni Panico, Cardinale di Santa Romana Chiesa. L’11 febbraio 1995 la Chiesa Matrice è stata riaperta al culto, perché chiusa il 27 agosto 1992 per restauro. Per l’occasione è stato commissionato un nuovo grande dipinto “Il Cenacolo”, di metri 8 x 4,25, del pittore Roberto Buttazzo di Lequile (Lecce), che è stato sistemato nell’interno sulla porta principale d’ingresso. La Chiesa di Santa Lucia, facente parte della Parrocchia della Chiesa Matrice, è una bella e semplice chiesetta. Situata al centro dell'omonima piazza, ha un altare maggiore dedicato a Santa Lucia, protettrice della vista, e due altari laterali. L’attuale Chiesa di San Domenico, di stile barocco, completata nel 1688 con la facciata rivolta su piazza Giuseppe Pisanelli, fu costruita su un’altra più antica che era rivolta a mezzogiorno, lungo la via Guidone Aymone. La Chiesa è servita da due porte: una centrale, che dà direttamente sulla piazza con un enorme e panoramica scalinata antistante, l’altra laterale, di fronte alla Torre piccola e servita da una piccola scala. Ha una vasta e luminosa navata rettangolare con 7 cappelle laterali, ed è illuminata da 13 finestroni. Interbamente degni di nota sono le statue di pietra policroma, le tele ad olio ed il quadro della Circoncisione del Coppola di Gallipoli (Lecce). Da notarsi anche il cielo appeso in legno ed il coro intagliato di noce. Piazza Alfredo Codacci-Pisanelli è comunemente conosciuta come piazza dei Caduti perché nel 1939 venne trasferito il monumento ai Caduti che dal 1925 era situato in piazza Cappuccini. La piazza, oltre a ricordare i Tricasini caduti in guerra, ricorda anche Alfredo Codacci-Pisanelli, promotore dell’A.C.A.I.T. (Azienda Cooperativa Agricola Industriale del Capo di Leuca), fonte di occupazione per la maggior parte della popolazione tricasina nei primi settant’anni del 1900. Il Palazzo
Principesco dei Gallone, risulta formato da tre elementi principali:
la Torre, il Torrione e il Corpo vero e proprio dell’edificio.
Le prime due parti sono le più antiche e conservano ancora le
caratteristiche strutture del Trecento; il nucleo centrale, costruito
nel 1661, costituisce il corpo del Castello. |
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Il
castello di Tutino fu costruito verso la fine del '500
e all'origine il fossato antistante, che con la cinta muraria spessa un
metro rappresenta la parte più antica del castello, circondava
il nucleo centrale. Era rafforzata da ben nove torri di cui ne rimangono,
attualmente, solo cinque. |
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