La
tradizione vuole che Squinzano abbia origini molto antiche ed il suo nome
derivi dal casale di Quintianum (poi Quinzano ed infine Squinzano), nello
stesso luogo in cui il console Tito Quinzio Flaminino, attorno al 190
a.C. fece costruire la sua Villa Quintiana.
Gli edifici di pregio, dal punto di vista artistico o storico, presenti
a Squinzano sono sia civili che ecclesiastici.
La Chiesa Matrice, in stile barocco, a tre navate ed
a croce latina, è dedicata al patrono San Nicola e venne eretta
tra il 1590 ed il 1612. Internamente sono degni di nota il coro ligneo
intagliato in noce del 1843, opera dell'ebanista Giuseppe Fella di Oria,
alcune antiche tele poste sugli altari e l'affresco sull'arco del transetto,
del 1801, che riproduce lo stemma di Squinzano. La torre campanaria, anch'essa
di periodo barocco e terminata nel 1658, è alta 32 metri, di forma
quadrangolare, si rastrema salendo verso l'alto.
La Chiesa dell'Annunciazione, detta anche Chiesa della
Nunziata, è caratterizzata da un organo settecentesco, posto a
fianco dell'altare maggiore. Nell'ultima navata, sul lato destro, si ha
la tomba di Maria Manca, una pia donna, alla quale, il 21 ottobre del
1618, apparve la Madonna ed in onore della quale nel 1627 fu completata
la costruzione di questa chiesa.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie venne ricostruita
ad opera del Guardiano P. Ambrogio di S. Nicola ed ampliata a tre navate
verso la fine del sec. XVII, su preesistenze della seconda metà
del XVI secolo. Internamente si hanno statue, dipinti e reliquie; le pareti
interne e le volte sono affrescate dal pittore Perrone di Trepuzzi.
Il Monastero di Santa Maria di Cerrate, fuori dal centro
abitato, è riconducibile alla prima metà del secolo XII
e venne fondato dai monaci Basiliani. Esternamente ha un portale decorato
con sculture raffiguranti San Michele Arcangelo, la Visitazione, la Natalità,
l’Adorazione dei Luoghi, il Battesimo di Cristo ed un monaco orante.
Sul fianco sinistro della chiesa si ha un elegante portico a colonne,
parte rimanente del chiostro romanico-bizantino, con pozzo rinascimentale.
Il Monastero è costituito da tre navate, con baldacchino ed altare
del periodo romanico (1269) ed affreschi del XIV secolo, posti sopra a
precedenti raffiguranti i Santi del rito greco. La chiesa si trova al
centro di un complesso edilizio, comprendente anche un vasto frantoio
oleario sotterraneo ed il Museo delle Tradizioni popolari, voluto dall'Amministrazione
Provinciale di Lecce. Il Monastero, oltre che da molti fondi e giardini,
era circondata anche dall'abitazione dei monaci, dal refettorio, la biblioteca,
uno scriptorium, il forno, il frantoio e le stalle.
Fuori dal centro abitato degne di citazione sono alcune "cappelle
rurali", come quelle di "Lu Parlangeli", quella dedicata
alla Madonna di Loreto o quella della Visitazione, di Santa Elisabetta,
fatta erigere nel 1642 da Maria Manca, un tempo vigilata e curata da un
devoto anacoreta.
Tra i palazzi, dimore dell'antica nobiltà, va
segnalata Villa Cleopazzo, ora di proprietà comunale, ed i palazzi
Pedone, De Filippis, Margilio-Motolese, ex-Russi e quello delle famiglie
Frassaniti.
A breve distanza da Squinzano si ha il poggio di Sant'Elia,
ove vennero gettate le fondamenta di una chiesa dedicata al profeta Elia
e di un convento ceduto nel 1575 ai Cappuccini, oggi acquisito al patrimonio
pubblico con le arre di pertinenza, compreso il bosco secolare che circonda
l'edificio sul lato orientale. Il comune di Squinzano, insieme a quelli
di Trepuzzi e Campi Salentina vuole infatti proporre alla Regione Puglia
l'istituzione di un'area naturale protetta, ai sensi della Legge Regionale
n.253/99, per la
tutela e della valorizzazione dell'area del "costone" delle
Serre di Sant'Elia. La volontà è quella di creare un itinerario
turistico-culturale nel paesaggio agrario del nord-Salento, tra masserie,
casini e complessi monumentali sparsi nella campagna. |