Monteroni
nacque nel periodo della guerra tra Romani e Salentini; era inizialmente
un "mons tyronum", cioè un campo dove le reclute si esercitavano;
attorno al campo cominciarono poi a sorgere le prime abitazioni, che diventarono
via via sempre più numerose.
Numerosi sono gli edifici simbolo del paese.
Il Palazzo Baronale è uno dei più grandi
della provincia di Lecce; fu costruito, nel suo nucleo principale, dalla
famiglia Montoroni, quale "castrum", cioè come piccola
fortezza per la sicurezza dei signori del casale. L'edifico è costituito
da due piani dove trovano posto saloni di rappresentanza, ma anche locali
di servizio ed una cappella. Verso la fine del XVI secolo diventò
proprietà dei Baroni Lopez y Roy, spagnoli, che lo sistemarono
visto lo stato di abbandono in cui versava e la fortezza assunse la connotazione
di palazzo nobiliare e venne ampliato. Nel 1665 furono costruiti i due
complessi laterali e fu arricchito il portale secondo il gusto barocco
del tempo. La facciata venne restaurata solo per metà della sua
lunghezza dato che la rimanente parte crollò nel 1942.
La Torre dell'orologio venne costruita anch'essa dai
Baroni Lopez y Roy.
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La Chiesa Matrice, le cui origini risalgono agli inizi
del XV sec., è un edificio a croce latina, con due ingressi uno
centrale e uno laterale. Internamente si ha un soffitto a volte, con stucchi
di stile barocco, le finestre sono a vetri policromi martellati sostenuti
da telai di ferro ed è pavimentata con tavelloni con scaglie di
marmo. Al suo interno sono presenti altari barocchi finemente lavorati,
l'Organo, di pregevole fattura, un Crocefisso Ligneo, tele del XVII sec.
ed una statua in argento del patrono, Sant'Antonio, la cui costruzione
risale alla fine del XVII sec. Durante i lavori degli anni 60 venne scoperto
un affresco del Battesimo, datato 1420. Nella navata centrale, vi sono
quattro altari secenteschi, finemente lavorati.
Fra le chiese più antiche, dopo la chiesa Matrice, è la
Cappella di S. Giovanni Battista, sulla cui facciata
è scolpita la testa del Santo, opera di Fra' Pantalone.
Nella chiesetta di San Fili rimane poco dell'originaria
cappella del 600. Ricostruita negli anni '70 conserva al suo interno un
affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna di Costantinopoli.
La Chiesa della Madonna Immacolata, la cui costruzione
fu voluta nel 1668, ha il portale della facciata in stile romanico.
La Chiesa del SS. Crocifisso è di struttura noegotica
del '600.
Molti sono gli edifici civili di pregio storico artistico, sia nel territorio
cittadino che nelle campagne, dove vennero costruite "ville"
e casini destinati alle famiglie nobili.
Villa Carelli-Palombi è in stile medievale, circondata
da un parco ricco di preziose essenze esotiche.
Villa De Giorgi è una struttura di stampo medievale
con torri merlate e finestre a bifora o trifora. All'interno del parco
si può ammirare il teatro all'aperto circondato da statue.
Villa Stella è situata in una zona con antiche
cave bonificate ed è caratterizzata da viali con pergolati, un
gazebo che copre il pozzo, una coffee house e grandi spazi coperti da
pini maestosi.
Villa Cirulli è datata 1704 e si trova in mezzo
alla campagna. E' una villa patrizia monumentale, in un giardino ricco
di vegetazione con una fontana detta "dei delfini". Una doppia
scala porta all'interno, in cui si ha un salone di rappresentanza con
un soffitto a volta; altro elemento degno di nota è la cappella.
Villa Ida è il tipico esempio del barocco leccese.
Costruita nel 1912, dall'architetto Giuseppe Anguilla, è circondata
da una folta vegetazione che ben armonizza con le decorazioni floreali
dell'arte barocca, caratteristica della villa è la cappella privata.
Villa Pasca è in stile neoclassico, ad un unico
piano, è arricchita da statue che rappresentano figure mitologiche.
All'interno, un prezioso mosaico pavimentale che rappresenta lo stemma
della famiglia Pasca. Caratteristica è l'antica masseria datata
1822, che affianca la villa.
Villa Bruni è un elegante edifico realizzato in
stile neoclassico, con colonne ioniche e una preziosa rampa di scale che
completa il prospetto.
Villa Romano rappresenta la tipica espressione di "villa".
Irustici, le case per la servitù le dimore dei contadini, i depositi
magazzini occupano tutto il piano terra del fabbricato mentre il piano
superiore è tipico della nobile edilizia cittadina.
Villa Zina si articola su due piani, proprio secondo
la tipologia del "casino". Fu fatta realizzare nel 1865 dai
coniugi Lopez-Paladini, il cui stemma campeggia nella parte del prospetto
principale.
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