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E'
disponibile il volume multimediale
LECCE:
Piazza
Duomo e i suoi monumenti
la
prima pubblicazione della rete culturale
www.leccearte.it

"LECCE:
Piazza Duomo e i suoi monumenti" in VHS e DVD permette una
visita della Piazza della Cattedrale di Lecce, degli edifici che
la compongono e degli interni della Cattedrale, compresa l’importantissima
cripta.
Il
commento audio permette un approfondimento storico sulle trasformazioni
e i significati artistici e spirituali dei diversi oggetti d’arte
di questo capolavoro del barocco leccese.
Per
avere una copia di "LECCE: Piazza Duomo e i suoi monumenti"
contattare:
Parrocchia SS. Maria Assunta nella Cattedrale di Lecce
- tel. 0832.308587
Infoarte
srl
- tel.
02.20404193 contatti@infoarte.mi.it |
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disponibile
in VHS e DVD |
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Lecce è capoluogo della provincia e centro spirituale, culturale
ed economico del Salento.
Le sue origini si perdono nel corso dei millenni, ma, ad attestare
la antica importanza, vi sono testimonianze ancora visibili, dell'epoca
messapica e romana.
Lecce fu denominata nel corso del tempo l'"Atene delle Puglie"
ed anche la "Firenze del Barocco" per la bellezza dei
suoi monumenti.
Si dice che la città venne fondata da un discendente di Minosse
insieme a Rudiae, di cui rimangono resti di tracciati viari e parti
di vasellame. Durante la dominazione dei romani Lecce venne fortificata
contro i possibili attacchi degli invasori.
Le testimonianze del periodo romano si possono ritrovare anche nella
via che congiungeva Brindisi a Lecce, nei resti del teatro e nell'anfiteatro
romano della prima metà del II secolo d.C., che
si trovano nel centro cittadino.
L' anfiteatro romano fu scoperto nel 1929 e solo in parte riesumato,
ospita nell'estate spettacoli classici ed altre manifestazioni teatrali.
Della originarie quattro porte che racchiudevano la città
antica oggi ne rimangono solo tre: Porta Napoli
o Arco di Trionfo, la più antica, costruita nel 548 in onore
di Carlo V; Porta Rudiae, costruita nel 1703, sormontata
dalle statue di S. Oronzo, San Domenico e Santa Irene; Porta
San Biagio del XVIII secolo.
Tra i monumenti romanici si ricordano: la Chiesa e il Convento
dei SS. Niccolò e Cataldo, all'entrata del cimitero,
il cui prospetto venne rifatto con gusto barocco nel XVIII sec.;
il Monastero benedettino di S.Giovanni Evangelista,
che ospita le suore di clausura; la Chiesetta di S. Maria
d'Aurio, del XII sec. Risalgono all'epoca angioina le due
torri cilindriche, quella di Belloluogo, che possiede una cappellina
riccamente affrescata, e quella del Parco. Tra il Cinquecento ed
il Seicento furono realizzate, per ragioni di difesa, strade dritte
e mura bastionate dotate di artiglieria. Tra il 1539 ed il 1549
venne costruito il Castello su precedenti fortificazioni normanne.
Appartengono al XVI sec. anche magnifici Palazzi tra
cui quelli denominati Adorno, Vernazza-Castromediano, Spada, Saraceno
ed il Sedile.
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Nel Seicento gli esponenti del patriziato, dell'alta borghesia e
del clero fecero erigere costruzioni religiose sempre più
belle con la pietra locale, un calcare tenero biancastro o giallognolo
e facilmente lavorabile che nell'aria indurisce e assume col passare
del tempo un caldo colore dorato.
Dalla sua lavorazione nacquero i monumenti che caratterizzano il
barocco leccese, che sovrappone trionfi di fiori, di frutta e di
animali esotici, con attenzione verso il gusto del minuzioso e dell'ornato.
Piazza Duomo racchiude al suo interno, come in
un abbraccio, la Cattedrale, con il Campanile, il Seminario Arcivescovile,
la Biblioteca, il Museo Diocesano e scuola di Scienza Religiose
e l'Episcopio (il Palazzo del Vescovo). Nel secolo XVII, demolito
il portone di ingresso alla piazza, si relizzano i propilei, quasi
invito ad entrare, sostare e gustare della piazza il suo magico
fascino artistico.
Il Palazzo del Seminario fu voluto dal Vescovo
Michele Pignatelli e realizzato dall'architetto Giuseppe Cino dal
1694 al 1709. Il balcone centrale offre un tocco di originalità:
sormontato da archi è arricchito con decorazioni di fiori,
frutta e foglie. Dal portone di ingresso si accede ad un'ampia sala
decorata da festoni in pietra e quindi all'atrio con grandi arcate.
Il chiostro ha, al centro, un pozzo con festoni ed elementi decorativi
in pietra.
Il Museo Diocesano è caratterizzato dalla
convivenza tra architetture antiche e moderne, frutto di un restauro
che ha creato nuovi spazi espositivi per un patrimonio artistico
testimone di una parte importante della società locale.
L'Episcopio, palazzo dimora del Vescovo, realizzato
nel 1425 da Mons. Girolamo Guidano, Vescovo di Lecce, fu ampliato
dal suo successore Luigi Pappacoda nel 1649, che realizzò
anche strutture per l'accoglienza. Il Vescovo Fabrizio Pignatelli
nel 1725 lo rese più leggero ed armonioso con un portico
con archi e colonne. L'orologio nella parte superiore dell'edificio
venne collocato nel 1761 da Mons. Alfonso Sory Carafa.
La Cattedrale venne iniziata nel 1659 per volere
del vescovo Luigi Pappacoda. Questa sorse a sostituzione della precedente,
edificata nel 1114, parzialmente crollata nel 1230 e definitivamente
demolita, perchè pericolosa, nel 1656. La nuova Cattedrale
fu eseguita su progetto dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo
e nel 1670 fu completata sul tracciato dell'antico tempio, allargata
nelle due navate laterali e dedicata a Maria vergine, Assunta in
cielo, e fu reintegrato il culto dei SS. Martiri, Patroni della
Città e Diocesi. La facciata principale, nascosta allo sguardo
di chi si affaccia alla piazza, è piuttosto lineare e presenta
due ordini abbelliti da quattro statue: Santi Apostoli Pietro e
Paolo, i Vescovi Gennaro e S. Ludovico. A ricordo dell'anno del
Giubileo dell'anno 2000 l'Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi volle
arricchire la facciata principale con la monumentale Porta di Bronzo.
Di effetto e ricca di decori è la facciata laterale che acquista
quasi l'aspetto di un arco trionfale.
L'interno si presenta come una semplice e imponente croce latina
a tre navate divise da tre colonne, addossate ad un pilastro e sormontate
da archi romanici con transetto. Il soffitto a cassettonato ligneo
inatrsiato è abbellito da tele settecentesche di pregevole
fattura. L'Altare maggiore dedicato all'Assunta, opera degli artisti
napoletani, di marmo "misto Pario", è dono del
Vescovo Scipione Sersale, che pose ai due lati di esso lo stemma
dei Sersale, e sormontato dal quadro dell'Assunta. Completa l'altare
il meraviglioso coro ligneo intarsiato, disegnato dal Manieri nel
1758, e la sontuosa balaustra cromatica in marmi preziosi.
La cripta, restaurata nel 1956, è uno dei monumenti dell'antichità
più preziosi e si articola in una croce greca a tre navate,
con volte leggere ed ogivali, che poggiano su 92 colonne monolitiche
e capitello romanico variamente ornato.
Il Campanile del Duomo fu iniziato dallo Zimbalo
nel 1661 su commissione del Vescovo Luigi Pappacoda, in sostituzione
di quello crollato insiema alla chiesa nel 1230 e definitivamente
demolito nel 1956, e richiese circa ventuno anni di lavoro.
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La Colonna di Sant'Oronzo, opera dello Zimbalo,
eretta per voto dalla cittadinanza dopo la peste del 1656, è
costruita coi rocchi di una delle due colonne limitari della Via
Appia a Brindisi e sormontata da una colossale statua del Santo,
patrono della città.
La Basilica di Santa Croce colpisce chi la osserva
con bellezza della sua facciata. Questa concentra in un unico linguaggio
le espressioni artistiche elaborate da diverse generazioni nell'arco
di un secolo: Gabriele Riccardi nell'ordine inferiore e Cesare Penna
nell'ordine superiore, con integrazioni successive dei due Zimbalo,
Francesco Antonio (autore dei portali) e Giuseppe.
La parte superiore della basilica è, nella sua interezza,
il simbolo del Barocco leccese; trionfi di fiori e frutta, ghirlande
e puttini che lasciano ammirati chi li guarda dal basso.
L'ex Convento dei Celestini fu iniziato nel 1659
e terminato nel 1695. Progettato dallo Zingarello che eseguì
solo il primo piano, il secondo piano fu costruito da G. Cino, che
è intervenuto anche nel palazzo del Seminario in Piazza Duomo,
e C. Penna mentre il quadriportico su colonne fu costruito da G.
Riccardi e completato poi da G. Zimbalo.
La Chiesa di San Matteo è un unico esempio
di Barocco romano, è caratterizzata da un contrasto di linee
tra i due piani della facciata, che si presenta convessa all’entrata
e concava al piano superiore.
Altri monumenti del barocco leccese sono la Chiesa di Santa
Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante,
la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, eretta
dai Normanni ma completata con una facciata barocca, e la Chiesa
dei Teatini.
Nel 1700 continuò la costruzione di Palazzi
con gusto rococò da parte di alcune famiglie patrizie: Balsamo,
Bozzicorso, Foscarini, Gorgoni, Palmieri. Nel 1822, di fronte all'Arco
di Trionfo, venne innalzato l'obelisco, alto 10 metri, e verso la
fine del secolo , abbattute le mura cinquecentesche e colmati i
fossati, furono realizzati villini Liberty ed in stile moresco.
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