I Laghi Alimini,
situati a 7 km a nord-ovest di Otranto, costituiscono uno degli ambienti
umidi più importanti dell'area salentina e rappresentano
uno degli ultimi lembi residui di un lungo sistema di zone umide che
una volta si estendevano quasi ininterrottamente dal Gargano fino all’estremità
del Salento.
Situati tra la macchia mediterranea e il mare, che incontrano alla foce
tra una sottile fascia di dune sabbiose, i due laghi impreziosiscono
il territorio circostante, formando due specchi d'acqua di forma allungata
paralleli alla linea della costa.
Il bacino settentrionale è denominato "Alimini Grande"
per la sua maggiore estensione, ed è di origine carsica; quello
meridionale, "Alimini Piccolo", o più comunemente "Fontanelle",
deve la sua formazione all'azione abrasiva del mare.
La loro nascita risale ad un'età remota, databile, secondo alcuni
geologi, intorno al Mesozoico.
Ulteriori trasformazioni si ebbero nel Pleistocene, le quali causarono
il progressivo ribassamento dell'entroterra verso il mare Adriatico.
Questa serie di elementi tettonici ha determinato l'attuale aspetto
dei bacini.
Nel periodo quaternario, Fontanelle, fu un vero lago indipendente da
Alimini Grande e le sue acque, dapprima salmastre, divennero sempre
più dolci per la mescolanza con le acque piovane e con quelle
sorgive.
Ciò, creò le condizioni ideali per il fiorire della flora
e della fauna lacustre. Oltre 150.000 anni fa, in tali luoghi, faceva
la sua comparsa l'uomo primitivo. Infatti, grazie a numerosi ritrovamenti,
si è accertato che questa terra fu abitata dall'uomo fin dai
suoi primordi.
I Greci antichi con il termine greco "limne" intendevano sia
il lago che lo stagno di acque ferme.
Nel 1800, la campagna che circondava i laghi era deserta; esistevano
solo poche masserie, alcune delle quali erano abbandonate tre quarti
dell'anno, a causa dei miasmi che esalavano dalle paludi.
In quest'area, il rischio di contrarre la malaria era molto alto nel
periodo estivo, quando avveniva il prosciugamento delle zone paludose.
Per questo motivo si iniziarono, verso la fine dell'ottocento, diverse
opere per la bonifica di queste zone. Il risanamento di questi campi
insalubri diventava un fatto di grande importanza, perché da
esso dipendeva il benessere di tutta la provincia. Oltre ai lavori di
bonifica ci fu anche lo sbarramento lungo il canale "Lu Strittu",
voluto dall'Ente Irrigazione, che ha separato il lago Alimini Grande
dal Piccolo, per evitare che le acque di quest'ultimo fossero altamente
saline.
Da metà Novecento la situazione si è stabilizzata, consentendo
la possibilità di sostare in qualunque periodo dell'anno ed anche
il paesaggio subì un netto cambiamento. Le strade esistenti vennero
sistemate e se ne crearono delle nuove, vincendo l'emarginazione spaziale
e dotando quest'area di una accentuata tendenza vacanziera.
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Alimini Grande e' circondato da una corona rocciosa, tranne un
vasto tratto settentrionale detto Palude Traugnano, una parte del rilievo
e' coltivata e appare brulla e tempestata di "specchie".
Il lago ha una forma di triangolo: il vertice a est collega il lago al
mare; qui si trova il canale la "Foce" lungo circa 150 metri,
che è attraversato da due ponti. Il più esterno è
il Ponte Vecchio, a cinque arcate e con saracinesche ermetiche che bloccano
il collegamento tra il mare e il lago. Più all'interno vi è
il Ponte Nuovo, più moderno, senza arcate, con sbarramenti non
ermetici, ma con griglie disposte a "nassa" che permettono ai
pesci di entrare e non di uscire.
L'altro vertice del triangolo volge a settentrione, in una zona paludosa,
caratterizzata da canneti. Qui il lago Alimini Grande finisce ed inizia
lo stagno di Traugnano a ridosso del quale scorre il canale della sorgente
Zudrea, che insieme ad altre è una delle fonti di alimentazione
del lago, oltre al mare e ad un bacino imbrifero.
Il terzo vertice è rivolto a meridione e sfocia nel canale "lu
Strittu" che collega i due laghi. Questo canale venne sbarrato da
una piccola diga di cemento per impedire alle acque salate dell'Alimini
Grande di riversarsi nel lago Fontanelle.
Quindi lo scambio di acqua tra i due laghi avviene solo quando si alza
la marea.
Le acque dell'Alimini Grande hanno quasi la stessa salinità del
mare, grazie al continuo collegamento col mare, fatta eccezione per alcune
zone in cui vi sono sorgenti.
Il lato sud-occidentale, rimboschito negli anni '50, e' attualmente una
riserva faunistico-venatoria. La parte sud-orientale, oggi oasi di protezione,
e' invece caratterizzata da una fitta vegetazione composta da essenze
tipiche della macchia mediterranea e dalla rara erica pugliese.
Verso sud Alimini Grande si restringe fino a collegarsi al lago Fontanelle
(Alimini Piccolo).
Le acque che alimentano il lago provengono dalla falda freatica, sita
nelle rocce tufacee, dal canale "Rio Grande", che ha origine
nella serra della vicina Montevergine e dalle numerose sorgenti poste
sul fondo.
Il problema del lago è la tendenza a trasformarsi in palude, in
quanto non può ricevere le acque dal mare e dalle sorgenti a causa
della sedimentazione del fondale. Le acque dell'Alimini Piccolo non sono
altamente saline e il grado di salinità dipende dalla stagione
in quanto, in estate, aumenta sensibilmente come conseguenza dell'evaporazione
dell'acqua.
Qui il paesaggio presenta un modesto rilievo roccioso che costeggia il
lago, in cui si aprono dei ripari. Fontanelle e' circondato da vegetazione
palustre con acque dolci.
Le grotte e le insenature della zona sono visitabili soltanto accedendovi
dal mare, anche con piccole imbarcazioni.
I Laghi Alimini
sono due bacini che pur essendo molto vicini tra loro ed intercomunicanti,
presentano origine e caratteristiche floristico-vegetazionali differenti.
A settentrione, la vegetazione palustre si divide in tre fasce: quella
più interna è ricoperta sempre di acqua, fatta eccezione
nei mesi tra giugno e settembre e la specie caratteristica è un
tipo di canna che può crescere anche dove l'acqua è salata;
la fascia intermedia è ricoperta di acqua nel periodo autunno/inverno,
la vegetazione è molto fitta e la canna è rara.
Particolarmente interessante è la presenza del mirto. La terza
fascia è quella che si sviluppa sui terreni acquitrinosi che si
ricoprono di acqua solo nei periodi piovosi, la vegetazione è caratterizzata
dalla presenza delle graminacee.
I laghi sono habitat ideale per folaghe, moriglioni, germani reali, anatridi
in genere, cormorani, aironi e gabbiani.
Il collegamento con il mare consente lo sfruttamento economico del bacino
maggiore come allevamento ittico.
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